Intervista

Riportiamo qui in esclusiva un’intervista che il fondatore del sito ha rilasciato a un blog (http://giochiamogratis.blogspot.com/). Leggendola capirete i fini e le origini di questo grande e ambizioso progetto.


Copertina DL

     -Piccola presentazione di te:

Ciao a tutti!  Mi chiamo Giulio Picchierri e sono un ragazzo diciottenne grande appassionato di videogiochi, cultura ludica e filosofia-teoria dei giochi. Sto terminando l’ultimo anno di Liceo Scientifico e mentre aumento il mio bagaglio culturale, mi piace approfondire notevolmente (nel tempo libero) la cultura video-ludica  e argomenti teorici sull’attività del gioco in generale.

-Come mai tutto questo interesse per i giochi ?

Tutto è cominciato  tra il 2009 e il 2010, quando ero già appassionato di videogiochi e seguivo con un certo interesse questo mondo. Tra l’altro amavo tantissimo ( e amo tutt’ora) la saga di Halo e quando sono venuto a sapere che questa grande saga (non solo video ludica) era stata fortemente influenzata da altri lavori di fantascienza, film e videogiochi; ci sono rimasto un po’ male. Fu un duro colpo per me poiché giocavo quasi solo ad Halo  e semplicemente non me lo aspettavo. Ma con il tempo ho capito che dovevo espandere la mia conoscenza e non potevo solo vedere Halo come l’unico videogioco esistente al mondo. Quindi ho un iniziato nel tempo libero una ricerca che mirava a scoprire le maggiori influenze di Halo ( lo chiamai Progetto Nova ndr) e in che modo erano stati creati i migliori lavori artistici di sempre. (teatro, cinema, editoria, fantascienza, videogiochi …)  Il risultato di questa ricerca fu che Halo aveva avuto influenze da Alien a Starhammer e che anche le opere artistiche più innovative e grandi non nascevano dal niente anzi,  dimostravano molti debiti verso quelle minori e queste risultavano a loro volta influenzate/ispirate ad altre ancora, come un processo a catena. Conclusione? Arrivai a capire che niente nasceva dal nulla. Cioè l’uomo si ispira comunque a qualcos’altro per creare un idea, un oggetto e non può creare (per le sue limitazioni) qualcosa dal nulla. La prima ispirazione dell’uomo è stata ( ed è ancora oggi cosi) la natura. Hai scoperto l’acqua calda, penserete voi. Ma per me a quel tempo, ancora in fase di maturazione, non era una cosa banale. Questo evento ritengo che è stato importante per me, poiché mi ha spinto a ricercare e a pensare criticamente e anche in modo un po’ filosofico. Tuttavia il momento di “svolta” che mi ha portato a fare ciò che sto facendo con il Games Project 2012 e Dimensione Ludica  è stata una tesi di laurea sui videogiochi. Quando la lessi, rimasi molto incuriosito dagli argomenti trattati (videogioco come forma d’arte, medium innovativo, nuovi modi per immergere l’utente in un mondo fittizio, la storia e lo sviluppo del videogioco) poiché ero completamente a digiuno su queste tematiche. E da lì in poi ho iniziato a confrontarmi e a documentarmi sempre di più su questo mondo. L’interesse cresceva giorno dopo giorno e decisi che il mio futuro progetto sarebbe stato quello di dimostrare che il videogioco fosse una nuova forma d’arte innovativa e rivoluzionaria. Dopo alterne vicende arrivai a capire che il vero punto di partenza per fare ciò era quello di risalire al concetto di gioco e studiarlo attentamente. Inutile dire che mi si è aperto un mondo vasto e ricchissimo di spunti interessanti. Cosi dopo essermi documentato e informato su gioco e videogioco (per circa due anni) attraverso tesi di laurea, siti specializzati e libri; ho elaborato in modo critico tutte le informazioni raccolte e ho deciso di diffondere verso tutti queste conoscenze.

  – Ogni gioco ha un canale espressivo suo?                                                            

Bè, diciamo che esistono tantissime tipologie di gioco. Come ho evidenziato in diversi articoli il gioco ha innumerevoli definizioni e addirittura risalendo alle definizioni più arcaiche e primitive (per esempio nelle lingue germaniche), il gioco include anche la categoria di lotta cruenta e mortale. Cosi come per esempio l’identificazione di caccia con gioco che appare ovunque nella letteratura e nella lingua e la varietà di significati dietro il termine “play” (recitare, suonare …) sono chiari esempi della vastità e della portata del fenomeno gioco. Il videogioco d’altra parte è una particolare tipologia di gioco, capace di esaltare alcune caratteristiche tipiche del medium, su tutte la costruzione e l’immersione in mondi/dimensioni fittizie insieme a un’interattività immediata ma limitata.

-Scegliere un gioco questione di gusto o altro?

Dipende dal tipo di gioco innanzitutto.  E poi non bisogna dimenticare, che il termine gioco viene anche usato per identificare quasi tutte le attività che si svolgono durante l’infanzia fino alla pubertà. E se analizziamo il gioco a partire da questo periodo dello sviluppo umano arriviamo a capire le peculiarità di questo fenomeno. Il gioco (in questa fase)  è un’occasione per il bambino di sperimentarsi, costruire, di esprimersi e comunicare attraverso prove ed errori, realtà ed immaginazione, libertà e regole. Il gioco nell’infanzia è tutto ciò che permette di apprendere, di scoprire e di esplorare. Insomma tutto ciò che stimola l’uso e lo sviluppo dell’intelligenza, delle abilità e dei sensi. Il gioco è anche e soprattutto apprendimento. Infatti anche per Jean Piaget, il gioco infantile va interpretato come un addestramento al futuro, alle attività contemplate dalla vita adulta. Ed è attraverso l’attività ludica che si possono intravedere tendenze ed inclinazioni del bambino che man mano si svilupperanno e troveranno varie applicazioni in tantissime situazioni future. D’altronde anche la psicologia moderna ha ribaltato il pregiudizio di considerare il gioco come un semplice svago e ha collegato al concetto di gioco proprio la capacità di produrre i talenti che usiamo nel lavoro e nello studio. Ma non c’è da stupirsi, infatti il gioco è sicuramente un’attività piacevole ma che richiede comunque  impegno e dedizione tanto da potersi considerare un vero lavoro e mai mero passatempo. Ed è la stessa conclusione che ha tratto la Montessori (geniale studiosa dell’infanzia), cioè che l’attività di gioco dei bambini coincide con il lavoro. Il bambino che gioca è quindi un operaio che lavora, nel gioco viene fuori l’istinto al lavoro, all’ operosità e lo si allena.  Inoltre il gioco può essere facilmente un’attività serissima e ciò è dimostrato dalla concentrazione e serietà con cui i bambini, i calciatori o giocatori di scacchi si impegnano nella loro attività. Il gioco quindi, generalmente, vuole la massima serietà. Perciò l’antitesi gioco-serietà e gioco-lavoro non sussiste!In definitiva, esplorando i vari significati contenuti nel termine gioco e analizzando il gioco fin dall’inizio dello sviluppo umano (l’infanzia), arriviamo a comprendere le sue caratteristiche che sono principalmente le abilità, l’immaginazione e l’estro creativo. Infatti nel gioco infantile si allenano e mettono in pratica le abilità del soggetto e questa attività prosegue e si evolve con l’avanzare dell’età. Per esempio dal gioco dei muscoli e delle membra: un afferrare ed uno sgambettare senza scopo diventano un movimento esattamente coordinato, magari usato in uno sport o più semplicemente per muoversi.  Il gioco è quindi sostanzialmente un’attività che permette a uno o più soggetti di esprimere le proprie abilità in un determinato contesto.  Questa è la vera definizione di gioco capace di cogliere la portata del concetto.  Attraverso il gioco quindi, noi possiamo esprimere le nostre abilità e attitudini (per esempio negli sport o nel lavoro), possiamo immergerci in altri mondi e ridefinire/influenzare la stessa realtà  (nei videogiochi, nella fiction, nei giochi di ruolo e nell’arte in generale), possiamo scaricare le nostre energie in eccesso, possiamo risolvere un problema in modo originale (grazie allo “stato ludico” attraverso l’uso della curiosità, sperimentazione e fantasia). Quindi sicuramente dipende dalle esigenze, dalla volontà e dal gusto del giocatore. Ovvio che per il lavoro bisogna tenere presente che esso è un dovere e quindi insieme alla qualità ludica (come espressione di abilità e l’uso della creatività) va tenuto presente anche questo aspetto. Sebbene, scegliere il proprio lavoro dovrebbe essere una scelta personale, perché il proprio lavoro (anche per queste importante caratteristiche ludiche già evidenziate) va amato sempre. Generalmente però è, e dovrebbe essere una scelta fatta a discrezione di ciascuna persona/giocatore.

Che giochi hai analizzato ne puoi descrivere l’importanza ludica per te?

Ho esaminato diverse tipologie di gioco e anzi nel Game Manifesto e nell’articolo tratto da esso ho esaminato la profondità e la vastità del concetto di gioco, evidenziando (grazie al supporto di altre ricerche e analisi fatte da altri studiosi come Huizinga) come il gioco sia presente in tantissime attività (tenendo presente il comune denominatore di espressione delle abilità, fantasia e estro creativo): dall’arte agli sport, dal lavoro ai videogiochi. Per me il gioco è qualcosa di speciale e unico, da qualsiasi punto di vista lo si voglia considerare, proprio per le sue peculiarità. Per esempio Manfred Eigen ( premio nobel per la fisica 1967) considera il gioco come fenomeno «che ha guidato fin dall’inizio il corso dell’Universo» e nel suo libro “Il Gioco: le leggi naturali governano il caso” trae delle conclusioni affascinanti su gioco e realtà-natura.

Hai collaboratori?

Si, collabora con me Daniele Ianniello, in funzione di scrittore d’articoli e gestore del progetto, insieme a Federico Zito come grafico e ulteriore supporto al progetto.

Cosa vuoi dimostrare?

Lo scopo principale del mio progetto è  più che altro quello di evidenziare la grande importanza del gioco nella sua globalità e come questo sia anche un mezzo espressivo unico e speciale (proprio perché è diverso da tutti gli altri e ha peculiarità uniche: come l’interattività e altre che ho già indicato in precedenza).Oltretutto nel fare ciò, mi baso su studi e analisi che sono stati già condotti da altri studiosi e esperti, quindi si tratta principalmente di riordinare e rielaborare tutto il materiale disponibile. Perciò , probabilmente, la vera innovazione di Dimensione Ludica è nell’ambizioso scopo che si pone, poiché (soprattutto qui in Italia) non esiste un progetto simile. O perlomeno pensato e elaborato in queste modalità.  Infatti Dimensione Ludica e il Games Project sono stati creati per diffondere una cultura e una teoria su gioco e videogioco il più possibile completa. E i punti principali su cui si basa questo progetto sono: ribadire l’importanza e l’unicità del gioco sia che come mezzo espressivo che come fenomeno, analizzare la sua presenza in tantissime attività umane, fare una sintesi globale delle innumerevoli teorie sul gioco, dimostrare come i video-giochi  (a differenza di tutti gli altri media) possano offrire non solo storie, ma vere esperienze personali da vivere uniche per ogni giocatore (grazie al fattore del caso, dell’interazione e della dinamicità), determinare le caratteristiche uniche e peculiari del gioco che lo rendono un medium cosi speciale, evidenziare come l’arte sia un nobile gioco ma allo stesso tempo capire se il gioco possa essere l’arte più originale di sempre (proprio perché esso è presente nei nostri geni fin dal principio). E posso dire che una parte di questi obiettivi è stata già (in qualche modo) raggiunta in questo primo anno di attività di Dimensione Ludica, ma ci sono ancora moltissime cose da poter fare e analizzare. Si tratta di un progetto molto ambizioso, eclettico e in continua espansione. Speriamo quindi di continuarlo a diffondere sempre di più, anche perché è nato proprio per tutti i gamers e i gli “affamati”, curiosi di conoscenza ludica. E in definitiva Dimensione Ludica vuole essere una fonte del sapere ludico a 360 gradi.

     Invita i lettori a giocare

Bè, è possibile giocare con tantissime cose! D’altronde lo facciamo spesso nell’arco di una giornata, proprio perché il gioco è presente in moltissime attività umane. Per esempio durante la mia giornata scolastica ho modo di esprimere le mie abilità e di mettermi alla prova. Comunque se siete stanchi vi consiglio di viaggiare con la fantasia, di esplorare e immergervi in altri mondi. Potete scrivere e inventare una storia oppure guardarvi un bel film (non c’è scritto forse “play” quando accendete il vostro lettore cd e dvd ?) , leggervi un romanzo  o vivere un’esperienza videoludica. Oppure se volete scaricare la vostra tensione potete fare uno sport. O ancora, potete gareggiare con dei vostri amici in una particolare attività e migliorare le vostre abilità per esempio nella scrittura o nell’organizzazione di un discorso.  Insomma, come ho già detto in precedenza, con il gioco si possono fare moltissime cose. E le sue caratteristiche principali sono l’espressione delle abilità, la fantasia e l’estro creativo. Comunque spero che la mia intevista sia stata interessante e vi aspetto tutti su Dimensione Ludica! Vi consiglio di visitare la pagina Facebook  (http://www.facebook.com/DimensioneLudica?ref=ts&fref=ts)  e se volete sostenerci mettete “mi piace”.

A presto, è stato un piacere!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...