Archivio per novembre, 2013

Durante l’evento dedicato al lancio di PS4, i responsabili di casa Naughty Dog hanno mostrato al pubblico il primo trailer di Uncharted, brand simbolo di Sony che farà capolino anche su Playstation 4. Purtroppo non è ancora dato sapere alcun dettaglio veramente significativo, anche se, alcune ore fa, sulla pagina Facebook di Playstation Russia è stata postata una frase che indica la presenza di Nathan Drake come protagonista dell’intera vicenda.

Ovviamente non possiamo avere nessuna conferma ufficiale al riguardo, ma siamo sicuri che gli stessi sviluppatori non abbiano alcuna intenzione di abbandonare il tanto amato e popolare eroe, presente di fatto nei tre capitoli precedenti e diventato simbolo della serie.

Non ci resta che attendere nuove informazioni al riguardo.

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Il giorno del lancio di Xbox One, ovvero venerdì 22 Novembre, sarà già disponibile l’applicazione dedicata  a You Tube  che ci consentirà di scorrere tutto il catalogo di video.

L’applicazione inoltre, consentirà agli utenti di vedere video in 1080p e sarà pienamente compatibile con il controllo vocale alimentato dal Kinect, il quale ci permetterà di effettuare ricerche, riprodurre, mettere in pausa o fare il “fast-forwarding” (avanzamento rapido) dei video.In più sarà presente la cosidetta “Snap Mode” che consentirà la visualizzazione del video durante l’esecuzione di un altro compito.

Youtube per One, sarà disponibile in tutte le regioni, tranne Austria, Irlanda e Zelanda, seppur Microsoft garantisce che in questi paesi “l’app sarà disponibile nei giorni a venire”.

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Giusto in tempo per lo shopping natalizio e in contemporanea con altri 12 paesi del mondo, Microsoft Italia lancia questa notte la sua nuova Xbox One, in vendita da domani. L’evento, pensato per essere il paradiso degli appassionati di videogiochi, si terrà a partire dalle 00.01 a Milano e contemporaneamente a Sydney, Londra, New York, Los Angeles e Auckland, solo per citare le città principali. Tutto il mondo è pronto ed è in fibrillazione per il lancio della nuova console Microsoft!

Infatti la notte del lancio prenderà il via ufficialmente in Nuova Zelanda dove, in collaborazione con EB Games, Microsoft presenterà la grande manifestazione “Midnight Madness” ad Auckland, dove i fan potranno scoprire gli ultimi titoli di lancio per Xbox One e i più fortunati potranno vincere una nuova console. A seguire si accenderà il porto di Sydney per celebrare l’avvenimento. In Europa invece, fan, gamers e YouTubers si riuniranno nel centro di Parigi e Berlino per provare la Xbox One e la sua line-up di lancio, e i fan in Spagna potranno giocare con i nuovi videogiochi Xbox in piazza Colon di Madrid. Anche nel Regno Unito si celebrerà il lancio di Xbox One in pieno centro di Londra con un evento con spettacoli a sorpresa , apparizioni di celebrità e gameplay . Altri eventi sono in programma in Austria e in Irlanda con countdown fino a mezzanotte e party con la comunità Xbox.

A Milano si terrà un evento serale per presentare al grande pubblico la Xbox One come la “New Experience”, qualcosa di mai visto prima nel mondo del gaming e dell’intrattenimento. Consumatori selezionati e celebrity avranno a disposizione più di 30 console per provare Xbox One e i titoli di lancio. In attesa del lancio ufficiale, sarà l’artista inglese Skin ad intrattenere i giocatori presento con un Dj Set, mentre Emis Killa si esibirà in una performance live durante la quale canterà due dei suoi brani più celebri. La musica dell’evento è a cura di MTV.

Ma Milano non è l’unico evento previsto in Italia. Una Midnight Opening attraverserà lo Stivale da Nord a Sud. Gli appuntamenti sono alla Fnac di Napoli, a Catania presso Euronics Bruno Centro Sicilia, mentre a Milano ci saranno eventi anche al GameStop in Corso XXII Marzo, al Saturn di Viale Certosa 29 e al Marco Polo Expert SGM di Via Canonica. Il 22 novembre, invece, al Centro Commerciale Roma Est, presso il negozio GameStop dalle ore 17, Emis Killa firmerà le copie del suo ultimo album e sfiderà gli appassionati.

Buon divertimento e Buona Next Gen a tutti 😉

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Nintendo, uno dei colossi più conosciuti nel mondo dell’home entertaiment e videogames, ha deciso di provarci in un nuovo campo tecnologico: quello dei tablet. Infatti poichè i successi commerciali e economici sono diminuiti con il tempo, Nintendo ha deciso di provare nuove strade. Nintendo ha quindi confermato di lavorare alla produzione di un dispositivo Tablet Android, espressamente dedicato ai bambini. Tale dispostivo userà il sistema operativo Android offrirà giochi educativi ai più piccoli.

Vi terremo comunque aggiornati sui futuri sviluppi della vicenda!

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Secondo Blake Jorgensen, il chief financial officer di Electronic Arts, il mercato dei videogiochi digitali è ancora afflitto da diversi problemi. Primo fra tutti i limiti legati alla banda che arriva in molte case degli utenti, che non sarebbe sufficente per scaricare videogiochi in tempi soddisfacenti. Soprattutto con l’aumento progressivo delle dimensioni dei videogiochi, legato ai miglioramenti grafici e mondi sempre più grandi e complessi. Blake Jorgensen, quindi non ha dubbi per EA il mercato retail ( o fisico) è ancora molto importante.

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Il lancio di Xbox One è ormai alle porte, la next gen è ormai tra noi!  Per l’occasione Microsoft ha organizzato una serie di eventi che si terranno tra New York, Los Angeles, Londra, Sydney, Parigi e Toronto. Più precisamente le prime due saranno le location da cui verranno trasmesse dal vivo le immagini del lancio della console. Il tutto verrà mostrato da Spike TV,  ore 23.00 locali in USA (quindi le 5,00 del 22 mattina in Italia), di conseguenza sarà possibile assistere a una vera e propria conferenza di Microsoft, del tutto simile a quanto ha fatto Sony con il lancio della PS4.

A questo punto potremmo aspettarci anche l’annuncio di nuovi videogiochi, magari il nuovo Gears of War o qualche titolo a sorpresa! Staremo a vedere allora 😉

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Vi proponiamo un estratto dell’intervista rilasciata da Shuhei Yoshida, presidente di Sony Computer Entertainment, ai microfoni di Gameindustry International:

Yoshida parla di PS4 come una “generazione di transizione”, risponde ai punteggi bassi ottenuti nelle recensioni, spiega perché Call of Duty a 720p contro 1080p è significativo e molto altro.

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D: Sei stato con PlayStation fin dall’inizio, hai visto tutto e hai giocato un ruolo nella crescita del business dei videogiochi, quindi forse sei la persona migliore per rispondere a questa domanda . Come confronti questo lancio con i precedenti lanci di hardware di Sony ? E’ stato più difficile o più facile e perché?

Shuhei Yoshida : Penso che questo sia il lancio più organizzato che abbiamo mai avuto come azienda. Il lancio di PS4, personalmente, mi ricorda un sacco il lancio di PlayStation 1 perché eravamo una piccola società in quel momento. Abbiamo avuto un piccolo gruppo di persone che cercano di fare quasi tutto. Poiché eravamo nuovi nel settore, abbiamo cercato di parlare con le persone nell’industria videoludica,  i nostri partner e gli sviluppatori; abbiamo cercato di imparare molto. Il ritmo del cambiamento non è stato così veloce durante la PS2 e anche la PS3. L’era di PS3 per noi è stata l’inizio della piattaforma di rete che è stata integrata a livello di sistema … ma allora la gente non utilizzava veramente gli smartphone e tutto è cambiato in tre o quattro anni ed è stato un enorme cambiamento. Questo ci ha costretto a tornare quasi alle origini, ci ha richiesto di pensare veramente a tutto ciò che facciamo: dalle specifiche hardware ai servizi fino ai piani di business globale Abbiamo dovuto analizzare l’uso dei nuovi dispositivi e cosa questo significava per noi. Quando le persone utilizzano i dispositivi mobile, è concorrenza?  O sono [ i dispositivi mobile ] degli strumenti per noi ? Abbiamo dovuto ridefinire quasi totalmente la nostra piattaforma e siamo giunti alla conclusione che questo è l’inizio di una nuova era per PlayStation , spostando la nostra attenzione dall’ hardware a un maggiore focus sul servizio .
 

“Siamo giunti alla conclusione che questo è l’inizio di una nuova era per PlayStation, dove la nostra attenzione è basata più sul servizio che sull’hardware

La generazione PS4 sarà la generazione di transizione . In un certo senso, è il completamento dell’evoluzione delle console 3D,  ma allo stesso tempo è in fase di maturazione la nostra piattaforma di rete e l’inizio di nuova fase di servizio, come il nostro cloud gaming che stiamo preparando per il lancio il prossimo anno. E l’ uso dei dispositivi mobile è ormai parte del nostro ecosistema .Quindi tutto quello considerato , e la difficoltà che abbiamo avuto in occasione del lancio della PS3, la concorrenza molto forte soprattutto in Nord America, ci ha davvero spinto a rivedere tutto quello che abbiamo fatto sinora e ci ha portato a ridefinire la società, è quasi come se stiamo ri-entrando in questa industria . Anche attraverso i nostri team, penso che ora potete ottenere messaggi più coerenti [ su PlayStation ] rispetto alle generazioni passate, perché parliamo molto di più e otteniamo molti input [ da tutti i team ] su decisioni diverse .
Abbiamo creato una squadra molto più integrata a livello internazionale e comunichiamo sempre tra di noi. C’è stata una grande maturazione nella nostra organizzazione rispetto alle generazioni passate .

 

D: Il CFO (Capo Finanziario ndr) Masaru Kato ha detto che PS4 effettivamente contribuirà agli introiti della compagnia molto prima rispetto alle console del passato . Quanto questo è importante per il perseguimento di un consolidamento del business di Playstation, e cosa significa che dovremmo aspettarci da Sony un taglio sui prezzi di PS4 per renderla più accessibile prima?

Shuhei Yoshida: Sì, ho letto un articolo in cui un dirigente di un importante publisher  ha detto qualcosa a proposito [ dei prezzi che scendono prima ] … Poiché Masaru Kato è il CFO di Sony Computer Entertainment e lui è stato un personaggio chiave nel lato business quando lanciammo la PS3 l – era il braccio destro di Ken Kutaragi – ha dovuto passare attraverso quel momento davvero difficile.  Durante l’era PS2, siamo stati molto orgogliosi del fatto che stavamo generando qualcosa come la metà del profitto del Gruppo Sony o qualcosa di simile, ma con il lancio di PS3 , abbiamo perso miliardi di dollari e siamo diventati un peso per Sony . In un certo senso, stiamo andando bene  perché non stiamo perdendo miliardi con il lancio di PS4 – infatti , siamo praticamente in pareggio quest’anno con il lancio di PS4 – ma guardando avanti , è giusto che, essendo il CFO di Sony, con la sua esperienza con le precedenti generazioni di PlayStation , si aspetta una migliore performance finanziaria … E, naturalmente , è in grado di improvvisare davvero tutti i gruppi aziendali di Sony per ottenere le migliori prestazioni possibili .

Invece sulla questione se i costi scenderanno più velocemente, penso che ci sono un paio di modi per rispondere a questa domanda. Uno è che i nostri team che si occupano dell’hardware hanno scelto i componenti più standardizzati per creare PlayStation 4 e questo ha contribuito a vendere la PS4 a $ 399 come prezzo di lancio contro i $ 599 per la PS3 . Alcuni componenti all’avanguardia che solo un produttore può produrre, come i dischi Blu -ray o il processore Cell , erano grandi colli di bottiglia. Questa volta è molto meglio, ma potrebbe tradursi, visto che stiamo già utilizzando i componenti più standardizzati ( e quindi con tariffe più basse ndr), in un abbassamento dei prezzi più lento rispetto al passato.

D: Le recensioni dei primi videogiochi PS4 finora sono state nella media o, in alcuni casi, peggiori rispetto alla media. Come capo del Worldwide Studios , qual è la tua reazione a tutto ciò ? Sei preoccupato per l’impatto che avranno sulla PS4 ? La PS3 ha sofferto di una mancanza di un’ottimo software, ma la console alla fine è andata bene, quindi quanto è importante avere un “system seller” al lancio?

Shuhei Yoshida: Sì, è deludente vedere alcuni punteggi bassi . Non ho passato abbastanza tempo a leggere le recensioni . E poi con questo lancio ci sono un sacco di giochi in uscita, i recensori devono essere molto occupati provando tutti i giochi in fretta, e soprattutto perché le funzionalità online non erano pronte fino agli ultimi due giorni.  Quindi dobbiamo vedere quanto tempo trascorrono su un certo aspetto del gioco e come questo contribuisce ad alcuni dei punteggi più bassi.

E’ deludente, ma non credo che sia preoccupante per il lancio di PS4 . Ho giocato con tutti i nostri giochi, Killzone , Knack e Resogun , e mi sono divertito molto a giocare con questi giochi . Ora sono al mio secondo run con Knack e Resogun ad una difficoltà maggiore. Sono molto fiducioso che una volta che avrete acquistato questi giochi e li giocate, sarete felici di aver fatto così.

D: Questa è una domanda in più parti. In primo luogo, c’è stato un sacco di rumore nei media ultimamente su come Xbox One esegue Call of Duty: Ghosts a 720p, e non in risoluzione a 1080p come avviene su PS4 . Quanto è importante questo ? Pensi che il consumatore medio sarebbe davvero in grado di apprezzare la differenza ? In secondo luogo , quanto un videogiocatore tipo noterà la differenza tra i videogiochi della scorsa generazione  (PS3 e Xbox 360) rispetto a quanto PS4 offre ora ? I videogiochi di PS3 sono molto buoni graficamente, quanto conterà la grafica nella next-gen ? Perché i consumatori dovrebbero spendere 400 dollari per la PS4 ?

 

Shuhei Yoshida: Posso dire con certezza che la grafica conta, perché ho giocato con Killzone : Shadow Fall. Quello che voglio dire, è che la maggior parte delle persone probabilmente non fa attenzione se la grafica sia a 720p o a 1080p a meno che non siano nell’industria dei videogiochi o appassionati di hardware, ma quando si confronta un gioco come Killzone : Shadow Fall con Killzone 3 su PS3, si può notare il fatto che il primo è stato reso e visualizzato in 1080p nativi. Ciò significa che ogni pixel è rende rizzato (le resa grafica è quindi migliore), e in combinazione con i nuovi  Dual Shock 4, è fantastico quando stai giocando con un FPS e tu puoi vedere il nemico lontano da te e puoi spostare il mirino per mirare con una precisione di pixel perfetta .

Quando tu parli con i game designers di Guerilla , loro ti direbbero che è una specie di tradizione per gli shooters su console quella di inserire alcune funzioni di mira assistita. Questo avviene a causa della scarsa precisione sul controllo e la mancanza di chiarezza nella grafica, ma con 1080p e la potenza della PS4 tu non hai bisogno di tutto ciò. Quindi, effettivamente, hai più controllo e il livello di soddisfazione è più alto. Cosi quando stai sparando ai nemici, non hai bisogno di essere in grado di individuare la differenza di risoluzione, ma puoi percepire visivamente il fantastico effetto. Questa è la differenza, la grafica non è soltanto rendere le cose più belle da vedere, la grafica può rendere il gameplay migliore. Un altro esempio è nei giochi di corse, come Gran Turismo, quando tu vedi una lunga strada davanti che curva a sinistra o a destra, puoi dire cosa verrà grazie alla risoluzione e alla potenza della grafica. La migliorata distanza dell’orizzonte visivo ti offre una anticipazione per quello che ti aspetta lungo la strada. Quindi la potenza dell’hardware e la grafica, in alcune aree, è effettivamente legata a grandi esperienze di gioco.

Killzone

“C’è un sacco di potenza nascosta nell’hardware di Playstation 4 … in due o tre anni la grafica sarà davvero sorprendente “

 Non mi aspettavo una cosa del genere [ quello che è successo con ] Call of Duty , 720p di Xbox One contro i 1080p di PS4 – questa è una differenza significativa . O Battlefield 4, che è 900p contro i 720p, 900p richiede il 50 per cento in più pixel da renderizzare. Ho imparato tutto questo dal sito di Digital Foundry . C’è un sacco di potenza nascosta nel nostro sistema. Dovresti conoscere la GPGPU e PS4 ha un sacco di elaborazione in più  nella GPGPU, che è difficile da imparare e padroneggiare, simile a un processore Cell. Quindi, ogni anno i videogiochi su PS4 si mostreranno meglio, perché la maggior parte dei team che hanno lavorato sui giochi al lancio di PS4, probabilmente non ha utilizzato la GPGPU. Cosi quando gli sviluppatori (useranno più risorse della PS4) in due o tre anni la grafica sarà davvero sorprendente. Resogun, tra l’altro, sta già utilizzando le risorse della GPGPU …  e sta ottenendo anche ottime recensioni !

D: Resogun può essere il system seller che Playstation 4 stava cercando !

Shuhei Yoshida : Almeno abbiamo un gioco che sta ottenendo ottime recensioni .

D: E’ fantastico per Sony dire che PS4 è più potente di Xbox One, è un ottima idea di marketing, ma …

Shuhei Yoshida : Beh, io dico sempre: ” Io credo ” o ” Noi crediamo “. Non sto dicendo che sia.

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Capcom ha rilevato che il sistema di generazione casuale dei dungeon, presente in Deep Down, non crearà mai lo stesso scenario due volte. Questo significa che i dungeon  (fatti di trappole, nemici, tesori e  caratteristiche morfologiche) che affronteremo saranno sempre diversi e ogni partita sarà sempre unica.  Un ulteriore passo avanti dunque, nell’offrire ai giocatori esperienze sempre diverse e personali 😉

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Battlefield 4, nuovo FPS di Ea, è entrato nelle classifiche giapponesi al primo posto, sbaragliando Pokemon X e Pokemon Y con la bellezza di oltre 120,000 copie vendute.

Di seguito la classifica software e hardware in Giappone:

Software:
[PS3] Battlefield 4 – 121,699 (New entry)
[3DS] Pokemon X and Y – 115,630 (Lifetime sales – 2,847,101)
[3DS] Monster Hunter 4 – 40,205 (2,912,101)
[PSV] Akiba’s Trip 2 – 33,476 (New entry)
[PS3] Jikkyou Powerful Pro Yakyuu 2013 – 30,875 (167,584)

Hardware:

  1. 3DS XL – 53,190 (Last week – 58,627)
  2. 3DS – 28,627 (29,749)
  3. PlayStation Vita – 21,764 (27,618)
  4. Wii U – 17,737 (38,802)
  5. PlayStation 3 – 11,867 (11,148)
  6. PSP – 4,010 (3,680)
  7. Wii – 579 (477)
  8. Xbox 360 – 346 (328)

Need for Speed Rivals sarà il primo titolo next gen a girare nativamente a 1080p sia su PS4 che Xbox One. Non dobbiamo dimenticare infatti che l’Xbox One, sembra  non essere in grado di reindirizzare nativamente videogiochi in full-HD. Mentre la controparte di Sony non ha questi problemi.

Fino ad ora, inoltre, PS4 ha dimostrato di offrire qualcosa in più rispetto a Xbox One in termini di prestazioni (oltre a un prezzo più competitivo) ma, ma Craig Sullivan, direttore creativo di Ghost Games, ha detto a Eurogamer che è ancora troppo presto per poter dire quale sia la console più facile da programmare.

“Ognuna presenta delle sfide. Se mi rifarai la stessa domanda tra due anni probabilmente sarò in grado di darti una risposta”, sono le parole di Sullivan. “Le console non sono ancora disponibili, ma le persone sono già molto curiose. Nella fase dello sviluppo, bisogna approcciarle in maniera diversa l’una dall’altra. Molti faranno dei confronti, so ad esempio che ci sono delle differenze con Battlefield”.

Sarà quindi solo il tempo a dircelo.

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Ubisoft ha fatto sapere che Splinter Cell Blacklist (che ha una media Metacritic di  oltre 80) ha venduto quasi due milioni di copie, mentre Rayman Legends (Metacritic media di oltre 90)  circa un milione. Risulati comunque al di sotto delle aspettative iniziali dell’editore. Nonostante tutto però, Assassin’s Creed 4 sembra risollevare la situazione visto che Ubisoft si aspetta di piazzare ben 10 milioni di copie.

Al riguardo delle console next gen, Ubisoft sembra ottimista e vede un ampliamento delle opportunità per il mercato console con vendite di videogiochi che dovrebbero tornare a crescere. L’editore si aspetta inoltre che entro Marzo 2014, la Xbox One e la Playstation 4 dovrebbero essere vendute nell’ordine di 10 milioni di unità, facendo eco ad altri pareri recenti come quello di Gamestop.

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Si susseguono le previsioni che danno in vantaggio la Playstation 4 rispetto alla Xbox One. Oggi infatti Micheal Patcher (analista di videogiochi, social media, elettronica) ha riferito che secondo la sua analisi, Sony farà di meglio rispetto a Microsoft; soprattutto a causa del prezzo di lancio minore rispetto alla controparte. A influenzare lo scontro fra Titani saranno però anche altri fattori (per esempio sembra che i giocatori non siano interessati a Kinect)  e, continua Patcher, quella di Sony sarà comunque una vittoria di Pirro poichè tra dieci anni le console saranno destinate a scomparire.

Pachter si aspetta che PlayStation 4 venda tra i 100 e i 120 milioni di unità nel corso del suo ciclo di vita, mentre Xbox One 90 – 110 milioni di unità. Peggiori le previsioni per Wii U, che si fermerà a 30 milioni di unità.

Previsioni a lungo termine, con una probabilità abbastanza bassa quindi. Staremo a vedere, la partita è ancora tutta da giocare 😉

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Warren Spector (noto per aver dato vita a grandi videogiochi come Deus Ex, System Shock, Epic Mickey) aiuterà a plasmare la nuova generazione di leader dell’industria videoludica.

L’università del Texas, ad Austin, ha infatti nominato Warren come direttore del suo nuovo corso per sviluppare videogiochi (Denius-Sams Gaming Academy). 

Warren ha raccolto la sfida e ha detto che c’è davvero un grande impegno per cercare di plasmare i protagonisti di domani del mondo videoludico -leader talentuosi e creativi-, e nonostante non stia sviluppando un nuovo videogioco sente che sta facendo qualcosa di ancora più importante. Speriamo quindi in un futuro ancora migliore per i videogiochi 😉

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Il fondatore di Oculus Rift ha in alcune sue recenti dichiarazioni parlato delle console next-gen ormai pronte ad affacciarsi sul mercato e del loro rapporto col dispositivo Oculus :

“Le console, anche quelle next-gen ovviamente, sono ancora troppo limitate e limitanti per ciò che abbiamo in mente di realizzare. Noi vogliamo creare il miglior dispositivo del mondo per quanto riguarda la realtà virtuale e intendiamo continuare a innovarci e migliorarci ogni anno. Il problema delle console è che una volta che sono uscite poi sono bloccate su un certo livello per un lungo periodo di tempo.”

Come risponderanno Microsoft e Sony? Si faranno sfuggire un’opportunità del genere o sviluperanno una tecnologia di realtà virtuale  appositamente per le nuove console?

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Infinity Ward ha rilasciato un update per Call of Duty Ghosts su Xbox 360, PS3,PC e Wii U. Di seguito tutti i dettagli


-Migliorata la funzionalità operativa.
-UI Bug Fixes
-Risolto il problema con rango giocatori  in splitscreen.
-Risolto un raro crash con le impostazioni specifiche partite private

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Il CEO di Ubisoft Yives Guillemot ha comunicato, durante una conferenza con gli investitori, che Rayman Legends arriverà a febbraio del prossimo anno su Xbox One e Ps4.
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Paul Allen, cofondatore di Microsoft, ha dichiarato di essere d’accordo con la visione di Stephen Elop (ex capo di Nokia e uno tra i candidati CEO di Microsoft più quotati) nei riguardi del comparto Xbox.  Secondo entrambi i personaggi in questione, la vendita del reparto Xbox potrebbe essere una buona idea, visto che Microsoft è ormai impegnata su troppi fronti. Speriamo in bene insomma, perchè il destino dell’Xbox sembra essere davvero incerto, nonostante l’arrivo (ormai prossimo) della nuova console. Il comparto Xbox sarà anche molto costoso, ma per Microsoft è sempre stato abbastanza remunerativo e utile per i suoi scopi. Lasciarlo ora sembra davvero una scelta poco saggia. Che Sony abbia sconfitto definitivamente l’eterno rivale?

Staremo a vedere, continuate a seguirci per saperne di più 😉

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I portavoce della Casa di Redmond avrebbero ammesso che la nuova xbox, Xbox One, non dovrebbe supportare la riproduzione di dischi Blu Ray 3D.

Al momento del lancio quindi, la nuova consolle di Microsoft non offrira l’esperienza stereoscopica in Blu Ray. Ma è tuttavia possibile che Redmond colmi in futuro questa mancanza attraverso un aggiornamento software. Ricordiamo inoltre che lo standard Blu Ray 3D è stato definito come ” un’immagine a 1080p per ogni occhio”, per offrire la migliore esperienza 3D.

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“Non è certo la prima volta che nello studio dei processi umani ci imbattiamo in qualcosa che, espresso in termini non scientifici, ci è assolutamente familiare, ma che, nel momento in cui cerchiamo di spingerlo in un modo di pensare tradizionale o in qualche forma logica, finiamo per violentarlo fino a renderlo irriconoscibile, concludendo che non esiste solo perché non riusciamo a parlarne come vorremmo. Mi pare che non dovremmo arrivare a questa conclusione. Dovremmo piuttosto prendere atto che non disponiamo di alcun concetto in grado di pensare il gioco in modo soddisfacente. (Alex Bavelas)

 

In questo articolo vogliamo ridefinire al meglio il concetto di gioco, facendo una serie di importanti considerazioni. A tal proposito vale la pena di ricapitolare alcune delle contraddizioni presenti nelle definizioni del fenomeno ludico.

Il gioco viene talvolta visto come un’attività non seria e come mero passatempo, eppure moltissimi studiosi hanno sottolineato la massima serietà che è insita nel gioco, soprattutto in quello infantile. In modo particolare Maria Montessori (geniale pedagogista) ha rilevato la presenza nel bambino di un vero e proprio istinto al lavoro  che lo spinge ad operare e a costruire, attraverso il gioco, quello che sarà l’uomo di domani. Il gioco infatti, come abbiamo già visto in precedenza, è un lavoro gratificante volontario che richiede impegno e dedizione. Anche Huizinga (grande storico olandese) ha affrontato questo problema e per rispondere all’antitesi gioco-serietà afferma nel suo celebre Homo Ludens:  “ l’indeterminatezza dei limiti fra gioco e serietà in nulla è tanto evidente come in quel che segue. Si gioca alla roulette e si gioca “in borsa”. Nel primo caso il giocatore ammetterà che la sua azione è un giocare, ma nel secondo no. Comprare e vendere nella speranza di incerte possibilità  di aumento o ribasso dei prezzi vale come parte integrante della “vita commerciale” della funzione economica della società. In ambedue i casi citati si ambisce a un guadagno. Nel primo si ammette in generale la mera casualità delle contingenze, ma neppure sempre, perché ci sono dei “sistemi” per vincere. Nel secondo caso il giocatore si lusinga in certo modo di poter calcolare la tendenza futura del mercato. La differenza d’atteggiamento spirituale è minima”. Inoltre sempre nella sua opera, Huizinga propone una definizione di gioco che è stata messa in discussione più volte durante gli oltre settant’anni trascorsi dalla sua pubblicazione. Lo studioso infatti afferma che il gioco  “è un’attività  che non ha alcuna connessione con interessi materiali, e dalla quale non si ricava alcun profitto”,  tale concezione ha portato però Huizinga a trascurare i giochi d’azzardo e tutti quelli in cui vi è un premio in denaro in palio (i quiz televisivi ad esempio). Infatti se le motivazioni che spingono a giocare d’azzardo sono da ricercarsi nel piacere di abbandonarsi al destino, e nel percepire quel senso di “onnipotenza” cercando di scommettere su qualcosa di imprevedibile, è pur vero che molto spesso si gioca nella speranza di poter migliorare la propria condizione economica. Oltretutto se pensiamo agli sport invernali come lo sci o lo snowboard e alla realizzazione di  strutture/equipaggiamenti ad essi correlati (ad esempio gli impianti di risalita), ci accorgiamo della loro grande importanza in tutte le economie moderne. Oppure l’industria videoludica che, a livello internazionale, quest’anno farà registrare vendite per circa 100 miliardi di dollari.  Cosi come il giro d’affari legato all’acquisto dei migliori sportivi (calciatori e professionisti di grande abilità) in grado di richiamare vaste folle di spettatori o le cifre astronomiche sborsate dalle reti televisive per ottenere l’esclusiva dei diritti di trasmissione; evidenziano, ancora una volta, il profondo legame che intercorre tra gioco e interessi materiali. Un’altra importante contraddizione presente nel fenomeno ludico è quella tra reale e virtuale che viene esemplificata dalle seguenti constatazioni:  nell’ambito del pensiero primitivo tanto la lotta seria con le armi quanto la gara o l’agone (che va dai futili giocherelli fino alla lotta cruenta e mortale) sono tutti compresi insieme nel concetto primario di gioco autentico e di un rischio mutuo regolato da date leggi. Inoltre nelle società tradizionali i giochi possono essere anche una questione di vita o di morte è il caso tipico del Pelota, praticato in Mesoamerica (noto già ai Maya, di cui probabilmente ne furono gli inventori). In questo gioco, che rifletteva il significato cosmico, i singoli individui mettevano alla prova i propri poteri contro quelli dell’universo in un radicale gioco d’azzardo. Vi erano anche scommesse sui risultati e i governanti come Nezuahualpilli, potevano arrivare a mettere in palio tutto il loro regno. Le testimonianze archeologiche, inoltre, sembrano indicare che la squadra perdente fornisse vittime per sacrifici umani. E ancora, la versione giapponese del gioco forbici, carta e pietra (nota come Janken) era utilizzato per selezionare i piloti kamikaze per le missioni suicide negli ultimi mesi della guerra del Pacifico. Nella credenza giapponese sono i kami (spiriti) che decretano chi deve vincere o perdere.   Inoltre intere nazioni possono essere coinvolte nei risultati degli incontri sportivi, al punto da scatenare vere e proprie guerre come avvenne nel 1969 tra Honduras ed El Salvador in seguito a una partita di calcio tra i due paesi.

Infine un’altra importante considerazione su cui vale la pena di riflettere è la seguente: un rocciatore, un alpinista, uno sportivo estremo o un giocatore d’azzardo,  se compiono mosse sbagliate, possono mettere in pericolo la loro vita o il proprio benessere economico. I mondi creati dal gioco allora non sono meno reali e gravidi di conseguenze di quelli della cosiddetta vita ordinaria. Risulta quindi, almeno in parte, sbagliata la classica definizione del gioco come attività separata dalla vita “quotidiana” o “vera” e considerabile come mero artificio.

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Il conflitto tra l’ideale e la realtà assegna a certi giochi un ruolo culturale, economico e politico assolutamente speciale nella società (moderna o tradizionale). Huizinga stesso era consapevole del paradosso e concluse il suo famoso saggio (Homo Ludens 1938) chiedendosi se la vita umana stessa non fosse altro che un gioco. Dopotutto quella che noi chiamiamo realtà umana (fatta di norme e rituali) non è forse frutto della nostra immaginazione? Pensiamo al sistema economico e finanziario globale ad esempio.

 

Nel corso del tempo i più svariati studiosi (filosofi, pedagogisti, psicologi e biologi) si sono dedicati all’analisi del fenomeno ludico, tra questi troviamo:

Visalberghi che ha paragonato il gioco alla ricerca scientifica, in quanto entrambe le attività  proiettano l’individuo nella fertilità dell’esperienza.

Frobel che coglie nel gioco la possibilità che ha l’uomo di esprimere attività sensoriali, motorie e linguistiche.

Claparede che vede il gioco come estrinsecazione e espressione dell’intera persona.

Wallon ritiene che il fare “come se” non è, né per il bambino né per l’adulto, un rinunciare al concreto, bensì rappresenta una preoperazione per risolvere la stessa realtà.

Piaget considerando la funzione impaginatrice che è insita nel gioco, sostiene che “essa è il motore di ogni ulteriore pensiero e anche della ragione”.

E se diamo un’ulteriore occhiata qui sotto, notiamo la grande varietà di significati attributi al gioco:

Progresso: Gioco come Adattamento

Preparazione (Groos), Istinto (Mc Dougall), Apprendimento (Thorndike), Sviluppo delle abilità (P.Smith), Esplorazione (Berlyne)

Fato: Gioco come Ottimismo Esistenziale

Chance/Possibilità (Pascal), Il gioco di essere (Heidegger),

Ottimismo esistenziale (S-S)

Potere: Gioco come Egemonia

Game theory  (Von Neumann), Playfighting (Aldis), Competizione (Huizinga), Potere (Spariosu), Serious games (C.C. Abt), Modelli di potere (J.M. Roberts), Egemonia (Mac Aloon),  Maestria nel giocare (Maccoby), Agonistico (Loy), Surplus di energia (Schiller), Piacere di essere la causa (Groos) Caparbietà (Nietzsche)

Identità: Gioco come Contesto Sociale

Legame madre-figlio (Harlow), Comunità (Turner), Analisi del frame (Goffman), Gioco d’azzardo (Hughes), Festival di nonnismo (Noyes)

Immaginario: Gioco come Trasformazione

Finzione (Fein), Immaginazione (J.Singer), Gioco simbolico ( Bretherton), Methexis (Huizinga), Gioco dei significanti (Derrida), Improvvisazione (Sawyer, Drewal), Gioco di luci e ombre (Schechner), Forme narratologiche (Bruner)

Personalità/ L’Io: Gioco come Performance

Auto-consumatore (Veblen), Flusso: esperienza ottimale (Csikszentmihalyi), Stato emozionale positivo (Lewis), Motivazione intrinseca (Rubin), Ottimismo (Vandenberg), Agentività (Bruner), Performance (Bauman, Garvey, Gerstmyer)

 Il GIOCO è … IMMAGINAZIONE

 Ora se le cose stanno cosi, se al termine gioco vengono attribuiti cosi tanti significati (spesso anche distanti fra loro), un buon motivo deve pure esserci. Evidentemente c’è qualcosa in comune tra sport, gioco infantile, videogiochi, performance, gioco d’azzardo …

Un elemento importante che lega il tutto sotto il termine di “gioco”, appunto.

Ma qual è questo elemento?  Gran parte delle definizioni fa riferimento a stati emozionali di ottimismo e piacere, perché il gioco è soprattutto una percezione particolare. L’elemento cardine è quindi: una particolare condizione di approcciare la realtà. Ispirandoci a una citazione dello studioso Clark C. Abt (“a game is a particular way of looking at something, anything”) possiamo affermare che il gioco è un modo particolare di approcciare la realtà e vedere le cose. Solo una definizione del genere riesce a contenere la vastità di significati e attività che si riconducono al gioco. Quindi il gioco è innanzitutto uno schema mentale particolare. Infatti il bambino tende ad identificare spontaneamente la vita con il gioco poiché ha un modo diverso di guardare la realtà, cosi vive la vita con gioia, curiosità, creatività e immaginazione. Ecco perché, a questa età, non è distinguibile una differenza tra gioco e lavoro. Gli sport o qualsiasi gioco regolarizzato sono un invenzione della nostra mente e trasformano un’azione particolare (come calciare una palla) in un costrutto mentale fatto di regole e obiettivi precisi oppure nei videogiochi vengono “tradotte” in linguaggio ludico situazioni di ogni tipo.

Questo modo particolare di vedere e sperimentare la realtà ha delle caratteristiche che sono riconducibili nelle seguenti categorie:

–          Paidia: divertimento libero, gioia, sperimentazione, curiosità, creatività. Presente soprattutto nel gioco infantile

–          Agon: bisogno di affermarsi, esprimere le proprie competenze, esprimere la propria personalità, ambizione ad essere il migliore, mettere alla prova le proprie capacità.

–          Ilinx: ricerca della vertigine, dell’ebbrezza. Piacere di perdere la propria stabilità fisica, adrenalina.

–          Mimicry: piacere di travestirsi e “essere un altro”, piacere di fare “come se”, creatività,invenzione, sperimentare nuove realtà.

–          Alea: piacere di abbandonarsi al destino, sensazione di onnipotenza, piacere nel cercare di prevedere l’imprevedibile.

Il gioco è quindi anche identificabile come qualsiasi tipo di attività svolta per ottenere come fine immediato il piacere e la gratificazione, attraverso il conseguimento di un risultato. Infatti il piacere scaturisce sempre da qualcosa che ci dà soddisfazione: il bambino prova gioia nel gioco perché consegue un risultato (ad esempio riuscire ad afferrare una pallina o un oggetto generico), prova piacere perché si rende conto del suo potere sugli oggetti e della sua capacità di affermare la sua volontà . Cosi come il un videogiocatore gioca per affermarsi conseguendo un obiettivo (come superare un livello) o un giocatore d’azzardo cerca di ottenere il favore del destino e al contempo vincere dei soldi.

“Non conosco altro modo più serio di affrontare i problemi della vita che non sia il gioco”.                

Friedrich Nietzsche

 

Platone nelle “Leggi” definì il gioco come “la forma più giusta di vita”

 

gamification

CONSEGUENZE

Un altro esempio lampante che supporta queste considerazioni è la gamification. Quest’ultima grazie all’utilizzo di meccaniche e dinamiche ludiche (ad esempio punti, livelli, premi) permette di riconfigurare la realtà e estrapolare l’aspetto ludico insito nella realtà. Infatti il gioco è latente in ogni attività umana, proprio per la sua caratteristica di essere una forma mentis. Tutto può essere e diventare un gioco. Tutto può diventare una sfida e un confronto con noi stessi o con gli altri. Come ad esempio ha dimostrato Chore Wars, un gioco di realtà alternativa, che sulla falsariga delle quest di World of Warcraft permette di divertirsi pulendo nella realtà. Proprio cosi. I lavori domestici vengono trasformati in una gara tra colleghi d’ufficio, compagni di stanza e familiari. Il suo obiettivo è aiutarvi a tenere conto del numero di lavori domestici che svolgono le varie persone e spingere tutti a farne di più, in modo più allegro. Tutto ciò viene portato avanti grazie a delle regole, obiettivi chiari e un sistema di feedback che fornisce un più chiaro risultato del nostro impegno. Quanti più lavori domestici si portano a termine, tanti più sono i punti esperienza e l’oro virtuale che si guadagnano. Le istruzioni del gioco sollecitano, inoltre, i partecipanti a inventare modalità creative per riscattare l’oro virtuale con una ricompensa “reale” (ad esempio una mancia, una bevuta o un caffè tra colleghi). Chore Wars, pur essendo poco conosciuto, ha avuto un impatto molto positivo sulle persone, come testimonia una mamma del Texas che racconta di non aver mai visto suo figlio di otto anni rifarsi il letto da solo ed è quasi svenuta quando ha visto che suo marito ha pulito il tostapane. Questo è avvenuto grazie a un gioco che ha modificato la percezione e il modo di affrontare le pulizie di casa, ristrutturando quindi la realtà. Tale caratteristica, tra le altre, rende i giochi uno “strumento” davvero incredibile e sotto questa forma (di agon, di competizione e sfida) viene fuori anche la qualità di medium unico e speciale. Il gioco è anche uno straordinario mezzo di espressione che permette di confrontare e mettere alla prova le nostre abilità; consente quindi l’espressione della nostra intera personalità.

Come ha detto  Jane McGonigal nel suo grandioso libro “Realtà in gioco”: “Possiamo giocare a tutto quello che vogliamo. Possiamo creare qualsiasi futuro possiamo immaginare. Che i giochi abbiano inizio!”

performance

Questo articolo rappresenta un ulteriore passo in avanti nell’analisi del complesso fenomeno ludico, ma è anche un trampolino di lancio per nuovi viaggi. C’è ancora molto da dire e da discutere su queste considerazioni, si può parlare ancora moltissimo di gamification, le implicazioni di questa pratica, la teoria delle abilità e del medium espressivo. Al prossimo articolo quindi!  😉