Vedere l’azione di gioco con gli occhi del protagonista, immedesimarsi completamente in lui,  diventare con quell’avatar virtuale un unico soggetto; e con un fucile spianato farsi strada tra orde di demoni.

Questa fu la prima grande trovata che il genere FPS (first-person shooter, letteralmente “sparatutto in prima persona”) apportò al mondo dei videogiochi e che lo avrebbe condotto verso una nuova età dell’oro. Tuttavia la sua nascita (come sempre, del resto) non deriva da un’unica intuizione ma da piccoli e molteplici passi avanti, che negli anni,sono avvenuti nel mondo del gaming. Vediamone in maniera sintetica l’evoluzione che è avvenuta nel tempo, concentrando l’attenzione sui capisaldi del genere.

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TUTTO EBBE INIZIO CON…

I primi esempi documentati di FPS risalgono intorno al 1973 con videogiochi quali Maze War, Spasim o Battlezone. Ovviamente ben lontani da avere una complessità come un FPS moderno, questi “prototipi del genere” cominciavano ad abbozzare delle prime idee, presentando con una grafica vettoriale, una prospettiva in prima persona in simulazioni di battaglie spaziali o con carri armati. Successivamente grazie a diversi avanzamenti tecnologici fu possibile migliorare la resa dei motori grafici e la giocabilità (che diventò più frenetica), finché non si giunge alla “magica” data del 1992.

In quell’anno infatti la Id Software, rilasciò Wolfestein 3D che ebbe un immediato successo e fu riconosciuto come il videogioco che “inventò il genere FPS”. E anche se questo titolo (come abbiamo anche visto) non è stato il vero e unico creatore del genere FPS, sicuramente ha avuto il merito di porre le basi per la nacita di Doom, l’FPS per antonomasia.

Doom infatti può essere considerato come il primo vero FPS moderno che attraverso un’azione di gioco semplice e frenetica, diverse innovazioni al livello grafico e tecnico (come l’utilizzo della tecnica di partizione binaria dello spazio) ha evoluto il genere. Dopo questo titolo, ci furono molti altri passi in avanti come ad esempio:  Quake del 1996 che fu uno dei primi videogiochi 3D  e che incentivò l’utilizzo del multiplayer,  007 Goldeneye il primo vero titolo FPS a stabilire nuovi canoni di paragone nel mondo delle consolle (uscì per Nintendo 64 nel 1997), Half life nel 1998 che anzichè raccontare una semplice storia (come avveniva negli FPS precedenti) attraverso cut-scenes faceva “immergere” veramente il giocatore in un complesso intreccio di vicende e misteri, tra il 1999 e il 2000 esconoSystem Shock 2 e sopratutto Deus Ex che combinano anche molti elementi GDR e offrono una grande libertà d’azione, mentre nel 2001 con l’avvento della prima console Microsoft arrivò anche il pluripremiato Halo: Combat Evolved, titolo che riuscì a evolvere e soprattutto sdoganare ulteriormente il genere su console.

halo cb

Il primo Halo fu uno dei successi più grandi a livello mondiale e ha controllato gran parte del destino della prima Xbox

EVOLUZIONE O INVOLUZIONE?

Alla luce di tutto ciò, possiamo dire che il genere FPS a partire dalle sue prime origini fino ad oggi ha subito una vera evoluzione che lo ha condotto a nuovi livelli?

In gran parte si, basti vedere  Half life 2  del 2004 (che offrì una delle prime realistiche gestione della fisica e un’esperienza distopica tra le più memorabili di sempre), Crysis del 2007 (che con i suoi ampi spazi aperti e grafica fuori parametro ha mostrato in parte il futuro dell’FPS), Call Of Duty: black ops 2  del 2012 (che ha offerto un’esperienza più aperta e legata alle scelte del giocatore anche nel gameplay) o il recentissimo Far Cry 3 (che con la sua mole di contenuti ha fuso elementi di esplorazione, platform, stealth e open world in una delle più grandi e complete esperienze FPS di sempre) passando per  Bioschock Infinite  che ha saputo creare una completa esperienza incentrata fortemente sull’ambientazione, sulla componente estetica e la cura della storia.  Inoltre titoli come Call of Duty  hanno portato all’estremo le situazioni proposte in Half Life, dove il giocatore si sente il protagonista di vere e proprie guerre. Guardando poi più in generale alla prospettiva in prima persona e pensando a titoli come Portal e Mirror’s Egde, possiamo vedere come ormai il genere sia diventato sempre più complesso. Negli anni si è anche assistito a un processo di ibridazione unendo meccaniche appartenenti ad altri generi (come quello Gdr, Action) e ormai risulta davvero fuori luogo parlare di semplice “sparatutto in prima persona” con elementi gdr, action o platform del caso.

Bisognerebbe semmai “coniare” un nuovo termine più adatto, in quanto in molti casi siamo ormai lontani dai primi esempi di shooter solamente “corri e spara”. Potremmo parlare in diversi casi di “first person experience” ad esempio, dove sotto questo nome potremmo ricondurre una varietà di videogiochi in prima persona, in cui il termine “experience” sta ad indicare proprio la molteplicità di situazioni che il giocatore “vive direttamente” e le sparatorie sono solo una piccola parte “dell’affresco videoludico”. Questa operazione critica diventa necessaria dal momento che la tipologia della prospettiva in prima persona sta diventando sempre più complessa e diventa sempre più difficile classificare diversi videogiochi.

far cry 3

Far Cry 3 ha offerto una delle esperienze FPS definitive. Componente GDR, esplorazione, caccia, stealth, gare e open world sono state fuse perfettamente tra loro. Inoltre la libertà e la creatività che un titolo simile offre ha davvero pochi uguali. Un’esperienza sempre diversa per ciascun giocatore grazie alla sua grande dinamicità e grandezza. Una vera e propria first person experience!

Tuttavia se da una parte grazie allo sviluppo tecnologico e all’allargamento del bacino d’utenza abbiamo visto una vera evoluzione del genere FPS e della prospettiva in prima persona in generale, bisogna anche dire che negli ultimi anni le novità sono diminuite esponenzialmente.

Il genere FPS sembra in molti casi fermo ad almeno 10-15 anni fa, in molti titoli vengono riproposte sempre le stesse meccaniche, le campagne single player durano sempre di meno, l’intelligenza artificiale non viene curata come dovrebbe e il potenziale che questo genere offre viene appena scalfito. In particolare la stragrande maggioranza degli sviluppatori di FPS ha smesso di sperimentare nuove strade e idee, per il fatto che solamente brand conosciuti e blasonati come Call of Duty riescono a vendere e a rifarsi dei costi di sviluppo. Basti pensare a titoli come BulletStorm che offrivano meccaniche FPS innovative e diverse dal solito, che però non sono state apprezzate molto dai giocatori. Tuttavia, bisogna anche dire che una situazione di questo tipo non potrà continuare all’infinito, poiché negli anni a venire il target dei videogiocatori dovrebbe allargarsi e le esigenze cambiare.

Già da adesso potremmo cominciare a vedere i primi segni di questo cambiamento, pensando che un videogioco come Skyrim ha avuto un successo maggiore rispetto all’ennesimo FPS ad uscita annuale. Tra l’altro, diversi segnali positivi sembrano venire da Deus Ex Human Revolution e in generale da alcuni recenti e interessanti titoli come Dishonored o Far Cry 3  che hanno cominciato a introdurre qualcosa di diverso all’interno del genere, donando al giocatore molta più libertà rispetto al passato e usando la creatività come catalizzatore per un gameplay più fresco. Anche perché in una recente intervista uno degli sviluppatori di MW3 , Glen Shofield, ha anche dichiarato che negli FPS comincerà a diventare sempre di più indispensabile una maggiore interazione tra i personaggi, l’ambiente, e una più vasta libertà nel gameplay.

hl 3

Dovremo aspettare per forza Half Life 3 per ottenere una vera innovazione negli FPS?

 

QUALE POTREBBE ESSERE IL FUTURO DI QUESTO GENERE?

Comunque, guardando anche all’evoluzione tecnologica, le possibilità che si presentano sono sicuramente molteplici. Infatti possibili innovazioni nel genere FPS (ma anche del gaming in generale) potrebbe venire dall’introduzione e perfezionamento dei motion controller (come ha dichiarato tempo fa, un membro della software house di Guerrilla), l’uso di dati biometrici come il battito cardiaco e la sudorazione ai fini del gameplay che si modificherebbe in real time (Valve ha fatto più volte presente il suo interesse verso questa tecnologia), l’uso di ologrammi o della realtà virtuale (Sony ha recentemente testato diverse possibilità in tal senso, proprio con gli FPS) e anche l’evoluzione del single player attraverso un’integrazione di elementi sociali e multiplayer o addirittura di IA avanzate capaci di alterare le situazioni di gioco (come è già avvenuto in Left for Dead 2).

Mentre per quanto riguarda le innovazioni a livello concettuale (tenendo presente quanto detto prima), possibili soluzioni potrebbero venire dalla nuova età d’oro dell’indie gaming oppure dall’introduzione di nuove piattaforme da gioco digitale, come gli smartphone o servizi di gaming online come il recente Onlive. Infatti nel caso degli smartphone, grazie alla loro potenza sempre maggiore, sarà più facile in futuro produrre un titolo (ad esempio) FPS di elevata qualità con costi minori della norma (ad oggi, in media, i costi di sviluppo di un mobile games sono molto inferiori a quelli di un titolo per console) e prezzi inferiori per l’utenza; tutto ciò si potrebbe tradurre in un ritorno a sperimentazioni e novità. Discorso simile per i servizi online dove grazie alle infrastrutture messe a disposizione dalle società (come potenti server e enormi computer) sarà possibile avere una capacità di calcolo superiore della norma con tutti i vantaggi del caso, e ovviamente una riduzione dei costi sia per gli sviluppatori che per i giocatori. E abbiamo scalfito appena la superficie delle possibili evoluzioni, anche se ovviamente alcune sono possibilità tecnologiche che richiederanno diverso tempo per essere sviluppate. Staremo a vedere!

 

destiny

Esperienze online come Destiny saranno davvero il futuro degli FPS?

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