Perchè (Video)giochiamo

Pubblicato: 25 novembre 2012 in Articoli di Game Theory
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Un grande numero di videogiocatori passa dalle due alle quattro ore al giorno a giocare ai videogiochi. Altri ne passano solo una. Alcuni giocano poche ore in un’intera settimana. Alcuni sono poi ossessionati dai videogiochi.

C’è chi gioca per sfogarsi, sfuggire ai problemi della vita reale, chi gioca perché si annoia e chi gioca semplicemente per divertirsi, senza essere annoiato o triste.


Ma molto probabilmente questi vari tipi di giocatori non sanno, che qualunque sia la quantità di tempo che passano davanti ad una console e qualunque sia il motivo, i motivi sono in verità tre e valgono per tutti dal momento che sono in gran parte separati dagli stati d’animo.

Questi motivi “di base” sono stati scoperti da Scott Rigby, uno dei fondatori di Immersyve, un gruppo di ricerca che indaga sui bisogni umani di base.

Rigby ha collaborato per anni con Sony, Activision e Warner Bros. Interactive per scoprire quali siano i motivi a cui avevamo accennato prima e che adesso elencheremo.

1) Il desiderio di competenza.

Quando nella vita reale un uomo viene promosso al lavoro, o un bambino prende un bel voto a scuola, si sente appagato perché sa di essere competente su quello che sta facendo e per questo è stato premiato. La stessa cosa vale per i giochi. Salire di livello in un gioco infatti, fa scattare lo stesso meccanismo e ci fa sentire appagati.

2) Il desiderio di autonomia.

A tutti piace essere indipendenti e i giochi, certi più certi meno, ci consentono una certa autonomia, soprattutto quelli recenti, che ci permettono ad esempio di affrontare una missione con un determinato stile piuttosto che un altro (Hitman: absolution- Criysis 3 ) o ci lasciano vagare liberamente per il mondo di gioco (la saga di GTA-The Elder Scrolls).

3)Il desiderio di connessione con i propri simili.

L’ultimo desiderio che ci fa amare i giochi è essere importanti per qualcuno, dare un contributo che aiuti i nostri simili. Ma non parliamo solo del gioco online. Questo desiderio viene soddisfatto anche quando interagiamo o aiutiamo un personaggio non reale.

I desideri sopra elencati possono naturalmente essere soddisfatti anche con altre attività, ma pare che i videogiochi non possano essere battuti in questo campo perché incredibilmente completi. Un valido esempio è il lavoro, che soddisfa in parte i tre “desideri di base” ma non come un videogioco, che ci condiziona di più perché è più coinvolgente.


Naturalmente i videogiochi non devono diventare un’ossessione, la vita reale è più importante, ma saranno sempre la forma di intrattenimento più evoluta e molto probabilmente nulla potrà rimpiazzarli e compiere meglio il loro “lavoro”.

 

A cura di Daniele Ianniello.

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